Un'opera di Molinaro
Un’opera di Molinaro

Milano oltre ad essere un importante centro industriale, nel corso dei secoli ha assunto una certa importanza nell’ambito artistico e letterario. Non meraviglia quindi che tra i pugliesi che hanno scelto di vivere nella città meneghina ci siano anche artisti di talento.

Rientra sicuramente in questa categoria Dario Molinaro, 32 anni, nato a Foggia e residente a Milano, dopo aver conseguito la Laurea in Decorazione presso l’Accademia delle Belle Arti di Foggia con una tesi in critica dell’arte, nel 2007. È stato definito ‘iconoclasta’ perché le sue opere spesso partono da immagini pop ( e trash), tratte dalla tv o dal web, per giungere ad un’immagine totalmente differente. “E’ un modo per contrastare quella leggerezza imperante nella nostra cultura data dalla tradizione fiorentina che ora esplode nel trash televisivo. Ciò non significa rinnegare il passato, ma che bisogna andare oltre.”

Dario Molinaro, l’esordio a Foggia

L’avventura artistica di Dario è partita ovviamente a Foggia: “Da giovanissimo facevo graffiti, quando frequentavo l’Istituto d’arte. All’epoca non avevo ancora l’idea di cosa fosse produrre arte per vivere, ma vivevo la mia passione come puro diletto. Nel fare i graffiti ho preso pian piano  consapevolezza del disegno. Ricordo la prima mostra che vidi a Bari, di Michelangelo Pistoletto. A questa premessa si aggiunge il fatto che avevo la sana abitudine di leggere molto grazie a mia madre. Oggi questa passione la porto avanti perché frasi, titoli e citazioni di quello che ho letto rientrano nella mia poetica e nelle mie opere. In una mostra tenutasi mesi fa a Benevento, (dal titolo “ogni dente ha un suo odore”, a cura di Domenico M. Papa, Nuvole Arte Contemporanea a Montesarchio ) ho inserito elementi testuali nelle opere. La ragazza con cui stavo insieme ad un certo punto mi ha detto: perché non passi alle tele? Allora presi  un box dove allestii  il mio laboratorio (zona S. Michele) e  iniziò uno dei periodi più belli della mia vita tra accademia e laboratorio. Non mi è mai pesato di rimanere a studiare in accademia a Foggia”. Anzi.

Il periodo milanese

A quanto pare è stata la sua relatrice di tesi dell’Accademia a guidarlo nell’ingresso nella ‘Milano artistica’. “A Foggia ci sono stati anche i primi rifiuti-continua l’artista- ma bisogna prendersi anche le porte in faccia. Sono molto critico nei confronti di me stesso e credo che bisogna esserlo. Quando è venuta una pittrice per propormi una mostra le ho nascosto un sacco di lavori. Ci sono periodi in cui non hai niente da dire, può succedere. Avevo tenuto una mostra, alla Fabbrica Borroni di Bollate, che mi aveva creato stress fisico e mentale non indifferente perché avevo uno spazio enorme da coprire da solo (ca 7 m).  Mi ha ‘svuotato’ talmente tanto che dopo l’inaugurazione mi sentivo un ebete. Che ho fatto? Mi sono messo a leggere e studiare, se non altro per avere altre cose da raccontare. Ho amato sempre Sandro Penna,  in quel periodo mi sono messo a leggere e ascoltare le sue interviste. M’interessa raccontare la realtà- aggiunge Molinaro- ma non la politica o la stretta attualità. Esistono già i giornali, l’illustrazione a me non piace.  Mi interessa la figura finita, l’immagine che deve dire tutto. Sono contrario al ‘libretto d’istruzioni’ dell’opera e alle mille spiegazioni: non sempre tutto deve essere immediatamente riconoscibile – conclude Molinaro- Non è così semplice: cerco di comunicare un messaggio non troppo diretto ma che deve far riflettere. Sono contrario alle cose troppo semplici.”

Sono contrario al ‘libretto d’istruzioni’ dell’opera e alle mille spiegazioni: non sempre tutto deve essere immediatamente riconoscibile . cerco di comunicare un messaggio non troppo diretto ma che deve far riflettere. Sono contrario alle cose troppo semplici.”

Dario Molinaro, le mostre a cui ha partecipato

Molinaro ha partecipato a molte mostre in Italia e all’estero, tra cui ricordiamo: “La bellezza fa 40”, Castello Carlo V; Lecce, “Darkkammer”, , EXMA’; Cagliari, “2000Maniacs – The Big Instant Painting Show”, Art Verona | Art Project Fair; Verona, “Mucchio Selvaggio parte III”, D406 Fedeli alla Linea; Modena, “SPIRITO ITALIANO ATTO V”, Fabbrica Borroni; Bollate (MI), “Carta Canta”, Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano, “PostQards”, Circoloquadro, Milano, “ART MOSCOW – INTERNATIONAL CONTEMPORARY ART FAIR”, stand rivaartecontemporanea – the Central House of Artists, Moscow, “P2P / Proud to present #01 Panorama”, a cura di A. Beretta, Circoloquadro, Milano, “L’Arte che aiuta i bambini” – Spazio Eventiquattro Gruppo Il Sole 24 Ore, Milano. E ora per i prossimi progetti bisognerà aspettare l’autunno.

Per approfondire: http://cargocollective.com/dariomolinaro