Fino al 18 febbraio 2018 a Palazzo Reale di Milano è possibile visitare un’interessante mostra monografica di Toulouse-Lautrec a cura di Danièle Devynck (direttrice del Museo Toulouse-Lautrec di Albi) e Claudia Beltramo Ceppi Zevi.

L’esposizione ha il pregio di inserire fin da subito l’artista nel suo contesto storico e famigliare, consegnando immediatamente al visitatore gli strumenti per contestualizzare e fruire appieno della poetica artistica di uno degli ultimi impressionisti.

Si parte dunque con una carrellata di immagini dissacranti di se stesso e una grande foto di famiglia: fin da questa serie di scatti l’osservatore è in grado di “inquadrare” la psicologia dell’artista in relazione alla sua disabilità e alle sua vicende famigliari.

Lautrec strabico in abito giapponeseMaurice Guibert, Henri de Toulouse-Lautrec in abiti giapponesi che si finge strabico, 1892 circa, fotografia, Musée Toulouse-Lautrec, Albi
Maurice Guibert, Henri de Toulouse-Lautrec in abiti giapponesi che si finge strabico, 1892 circa, fotografia, Musée Toulouse-Lautrec, Albi

Non solo, prima di entrare nella produzione artistica del pittore viene posta l’attenzione sull’arte giapponese che ha influenzato l’artista e la ritrattistica dell’Ottocento.

Ma tornando alla Parigi dell’epoca è Montmartre il quartiere che ispira ma soprattutto è teatro dell’arte di Touluse-Lautrec. All’epoca – siamo a cavallo tra Ottocento e Novecento- era una collina di campagna malfamata alle porte di Parigi, dove vivevano e si radunavano le persone escluse dalla vita metropolitana parigina e dove aprono i primi café-chantant.

Henri de Toulouse-Lautrec, Ambassadeurs, Aristide Bruant, 1892, litografia, manifesto, collezione privata
Henri de Toulouse-Lautrec, Ambassadeurs, Aristide Bruant, 1892, litografia, manifesto, collezione privata

Grazie anche a Toulouse-Lautrec infatti si sviluppa il genere artistico dell’affiche ovvero del manifesto, che non è più riproduzione di arte ma arte stessa. I manifesti di Toulouse-Lautrec si caratterizzeranno fin da subito per i tagli impetuosi e i colori intensi e piatti, niente chiaroscuro né effetti artistici come la prospettiva.
Del resto qui emergono le influenze delle stampe giapponesi soprattutto per quanto riguarda l’uso dei neri e dei colori.

Henri de Toulouse-Lautrec, Divan Japonais,1892-1893, litografia, manifesto, collezione privata
Henri de Toulouse-Lautrec, Divan Japonais,1892-1893,
litografia, manifesto, collezione privata

Ed è in uno dei manifesto firmati dall’artista che emerge tutta la sua straordinaria modernità: nel Divan Japonais la cantante-attrice star dell’omonimo locale parigino Yvette Guilbert  non è in primo piano ma sullo sfondo, riconoscibile grazie ai guanti neri.

L’esposizione in corso a Milano ci permette di guardare aldilà delle apparenze, aldilà del preconcetto di un Lautrec goffo frequentatore di prostitute. L’ultima parte della mostra infatti è dedicata alla serie Elles dedicata alla quotidianità delle prostitute. Se da un lato emerge la somiglianza con il giapponese Utamaro, come nella Clowness seduta, in cui il soggetto è nella stessa posizione degli attori nipponici, dall’altro emerge la sensibilità dell’artista, che aldilà dei pregiudizi sociali ha saputo rappresentare l’umanità delle cortigiane del suo tempo.

Il mondo fuggevole di Toulouse-Lautrec
Milano, Palazzo Reale, fino 18 febbraio 2018.
ORARI
lunedì 14.30 – 19.30
mart. / merc. /  ven. / dom. 9.30 – 19.30
giovedì e sabato 9.30 – 22.30

Maggiori informazioni sul sito ufficiale della mostra