Una rassegna tutta green quella che si terrà a Milano dal 20 al 24 marzo: è il Festival dei Diritti Umani che quest’anno si è dato come tema la salvaguardia ambientale, “la devastazione della Terra e di come questo saccheggio incide sui diritti umani: inquinamento, profughi ambientali, impazzimento climatico ma anche i segnali della consapevolezza di una necessaria inversione di tendenza”.

Alla presentazione della kermesse che si è svolta mercoledì scorso alla Cascina Cuccagna della città meneghina, ha partecipato anche il Premio Strega 2017 Paolo Cognetti che pur non potendo essere presente alla rassegna, ha voluto dare il suo contributo al dibattito.
In particolare Cognetti ha parlato di ambiente partendo dal suo vissuto e sottolineando come il riscaldamento climatico stia cambiando i paesaggi e gli ecosistemi: “Pensiamo ai boschi – racconta il Premio Strega 2017- fino a qualche tempo fa era impensabile trovare una flora boschiva anche a 2500 metri sulle Alpi, i boschi stanno occupando quote più alte e più basse rispetto a quelle tradizionali, e questa cosa mi lascia un po’ perplesso. In questi giorni sto cercando di capire il Testo unico sulle foreste, ci sono punti che mi lasciano perplesso, come ad esempio lo sfruttamento delle risorse, che se da un lato potrebbero incentivare un uso consapevole dei boschi come risorsa, pensiamo alla legna che importiamo, dall’altro uno sfruttamento sconsiderato potrebbe far nascere discariche a biomasse come funghi, senza criterio.”
Lo stesso pericolo per la montagna può essere rappresentato dallo sci: “Il problema- argomenta lo scrittore- è senz’altro il fatto che sciare è un attività turistica che da un alto fa bene economicamente alla montagna che sarebbe sennò dimenticata, dall’altro però ha un impatto molto forte, soprattutto dal momento che negli ultimi anni per far fronte a una minore quantità di nave, d’estate si vedono un sacco di ruspe e operai che posano cavi per creare le piste artificiali. Ho molti conoscenti occupati nel settore, così come sarebbe impensabile eliminare l’attività turistica legata al mondo dello sci, ma forse sarebbe il caso di iniziare a razionalizzare le risorse o per lo meno a sfruttarle in maniera consapevole”.
Ma dalla montagna non arrivano solo allarmi “Dopo quarant’anni sulle nostre Alpi ritroviamo la fauna selvatica ma soprattutto è tornato il lupo, sopravvissuto finora solo nel Parco Nazionale d’Abruzzo. A quanto pare i lupi hanno risalito gli Appennini e sono ricomparsi sulle Alpi”. La catena montuosa più alta d’Europa è inoltre scenario di un nuovo fenomeno. “Sono sempre di più sono i giovani che fuggono dalle città per trasferirsi in montagna, che essendosi spopolata permette di sfruttare risorse abbandonate e case a prezzi molto bassi. Il problema spesso nasce da quel senso di solitudine socioeconomica che per fortuna alcune regioni come il Piemonte e il Trentino stanno cercando di risolvere con il microcredito”.

Per scoprire gli appuntamenti del Festival visitare il sito ufficiale della manifestazione.