Storie è il tema dell’undicesima edizione del Triennale Design Museum, il museo del design italiano che dal 2007 alla Triennale di Milano racconta lo sviluppo del disegno e della creatività industriale dagli albori ai giorni nostri.

L’edizione numero 11 si apre con una riflessione sul mercato contemporaneo e su come il design venga di conseguenza declinato in base alle nuove esigenze economiche e produttive, a cura di Chiara Alessi. Il percorso prosegue con circa 180 opere, la maggior parte proveniente dalla collezione della Triennale, realizzate dal 1902 al 1998. Una carrellata di oggetti cult, entrati oramai nell’immaginario collettivo, che di riflesso raccontano la storia economica e sociale del nostro paese, passando anche per il costume. Sì, perché nella carrellata, solo per citare un esempio, rientrano anche le classiche scarpe Superga.

Non mancano veri e propri simboli della creatività italiana, dalla mitica motocicletta Lambretta alle sedie e le poltrone che hanno conquistato le case di milioni di persone, dalla mitica Panda alle grafiche per la Tv. Singolare inoltre come a pieno titolo rientri nell’Olimpo del design italiano una compagna di viaggio di migliaia di milanesi: la metropolitana di Milano. Nel 1964 le stazioni del metrò furono disegnate dallo studio di architettura di Franco Albini e Franca Helg, mentre Bob Noorda progettò la segnaletica. Sia Albini-Helg sia Noorda hanno vinto per la segnaletica e l’allestimento il Compasso d’Oro.

Nel 1964 le stazioni del metrò furono disegnate dallo studio di architettura di Franco Albini e Franca Helg, mentre Bob Noorda progettò la segnaletica. Sia Albini-Helg sia Noorda hanno vinto per la segnaletica e l’allestimento il Compasso d’Oro.

La scelta di tenere il 1998 come termine della selezione, lasciando volutamente scoperto l’ultimo ventennio, permette agli storici di analizzare la disciplina con la giusta distanza critica e temporale ma intende anche sottolineare il grande cambiamento di parametri in corso che rende difficile esprimersi su un panorama ancora così mutevole” spiegano dalla Triennale.

La scelta di tenere il 1998 come termine della selezione, lasciando volutamente scoperto l’ultimo ventennio, permette agli storici di analizzare la disciplina con la giusta distanza critica e temporale

Oltre alla “linea del tempo” del design, l’esibizione comprende nuclei tematici  dedicati a: Politica, a cura di Vanni Pasca, Geografia ed Economia, entrambi a cura di Manolo de Giorgi, Tecnologia, a cura di Raimonda Riccini, Comunicazione, a cura di Maddalena Dalla Mura.

Per approfondire 

Ingresso 7,50 euro
Biglietto unico: Triennale Design Museum + mostre: 12 euro
Orari
martedì – domenica: 10.30 – 20.30
(orari Design Week: 17 aprile, 10.30 – 24.00,
18 – 22 aprile, 10.30 – 22.00)

Articolo precedenteArte e colori nell’installazione di Haru al Fuorisalone
Articolo successivoLa fotografia come linguaggio universale con i Ri-scatti dei richiedenti asilo
Emanuele Sanzone
Cresciuto con molta curiosità e tanti giornali da sfogliare, nel 2002, con alcuni miei amici abbiamo dato vita a ‘Schiamazzi’, un magazine per scuotere la sonnecchiante Cagnano Varano da cui nel 2007 nascerà il Cagnano Living Festival (rassegna dedicata creatività giovanile) e l’omonima associazione. Dal 2009 al 2013 ho scritto per il quotidiano ‘L’Attacco’ partendo come corrispondente dal mio paese fino a raccontare storie di successo, cultura, eventi della Capitanata. Nel 2012 mi sono cimentato in radio con il programma ‘In giro per il Gargano’, programma per raccontare l’estate garganica su OndaRadio. Nel 2013 dopo la laurea in lettere moderne, mi sono trasferito a Milano dove sono entrato nella redazione di Radio Statale e ho curato le corrispondenze da Milano per ‘L’Attacco’. Dal 2016, dopo essermi laureato in Teorie e metodi della Comunicazione, collaboro con Articolo21.org, e mi occupo di marketing digitale per l'editoria Mi piace tutto ciò che ha a che fare con la creatività, la natura, la buona cucina e i viaggi.