Daria Bignardi, Storia della mia ansia – recensione

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Lea è un’autrice di successo che nella vita è cresciuta con l’ansia, che sua madre le ha trasmesso fin da piccola. Nonostante il suo successo, il matrimonio con Shlomo e i suoi tre figli, l’ansia continua a essere parte integrante della sua vita fino a quando non le viene diagnosticato il cancro. Daria Bignardi in “Storia della mia ansia” (Mondadori, 2018, 186 pagine) ci regala un romanzo che si legge scorrevolmente, evitando false retoriche ma anzi scontrandosi con la realtà nuda e cruda.

La storia di Lea, dei suoi problemi di salute e del suo matrimonio in crisi, vengono raccontati in maniera asciutta, senza fronzoli e senza drammatizzazioni eccessive. Il lettore vive insieme alla protagonista il dramma della chemio, il malessere che provoca ma se ci si aspettata un melodramma, si rimane delusi. La Bignardi, infatti, con uno stile chiaro, un tono colloquiale e una narrazione fresca, attraverso una sorta di “flusso di coscienza” racconta la realtà non facile del malattia ma al tempo stesso trasmette la gratitudine di Lea, che grazie alla sua malattia mette in discussione tutta la sua vita e finalmente riesce a far luce sulle pieghe irrisolte della sua esistenza e del suo matrimonio.

Lea conosce Luca in ospedale, anche lui in chemioterapia, e tra i due inizia una complicità che porterà la donna a porsi delle domande sul suo rapporto con il suo algido marito Shlomo. Una via di fuga o un’illusione? Nelle ultime pagine la risposta.

Insomma, un motivo senz’altro per cui vale la pena leggere questo libro è la sensazione di gratitudine e liberazione che si respira arrivati alla pagina dei ringraziamenti, a lettura terminata. Un invito a non aver paura di mettere in discussione tutto e perché no a liberarsi dall’ansia, quando diventa particolarmente dannosa per le nostre esistenze.

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Emanuele Sanzone
Cresciuto con molta curiosità e tanti giornali da sfogliare, nel 2002, con alcuni miei amici abbiamo dato vita a ‘Schiamazzi’, un magazine per scuotere la sonnecchiante Cagnano Varano da cui nel 2007 nascerà il Cagnano Living Festival (rassegna dedicata creatività giovanile) e l’omonima associazione. Dal 2009 al 2013 ho scritto per il quotidiano ‘L’Attacco’ partendo come corrispondente dal mio paese fino a raccontare storie di successo, cultura, eventi della Capitanata. Nel 2012 mi sono cimentato in radio con il programma ‘In giro per il Gargano’, programma per raccontare l’estate garganica su OndaRadio. Nel 2013 dopo la laurea in lettere moderne, mi sono trasferito a Milano dove sono entrato nella redazione di Radio Statale e ho curato le corrispondenze da Milano per ‘L’Attacco’. Dal 2016, dopo essermi laureato in Teorie e metodi della Comunicazione, collaboro con Articolo21.org, e mi occupo di marketing digitale per l'editoria Mi piace tutto ciò che ha a che fare con la creatività, la natura, la buona cucina e i viaggi.