Federica Angeli. A mano disarmata – recensione

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La lotta alla mafia vissuta da chi la combatte ogni giorno. Il nuovo libro di Federica Angeli, A mano disarmata. Cronaca di millesettecento giorni sotto scorta (Baldini + Castoldi) è il racconto in prima persona di 5 anni di vita sotto scorta, da quando cioè, nel lontano 2013, la giornalista di Repubblica ha iniziato a raccontare le attività legati a organizzazioni criminali sul litorale romano, scoperchiando un sistema di potere, oppressione e omertà sul territorio, che nessuno finora aveva osato denunciare.

La Angeli parte dall’inizio, da quando gli stessi colleghi non credevano a quello che stava per emergere: la mafia al mare di Roma? Una cosa che non poteva stare né in cielo e né in terra. E invece no, la giornalista non si è arresa dinanzi allo scetticismo generale e ha iniziato a scavare sempre più a fondo, fino ai processi tutt’ora in corso che dimostrano le intuizioni giuste e la concretezza delle inchieste della Angeli.

I fatti, le analisi e i documenti giudiziari si intrecciano con le vicende personali e familiari della giornalista di Repubblica: l’autrice non nasconde l’impatto della scorta sulla sua vita (scorta assegnatale dopo minacce concrete di morte) così come le ansie per i suoi bambini e i suoi familiari, dal momento che il prezzo da pagare per la sua ricerca della verità è la perdita della libertà e della serenità di una famiglia normale.  Non solo, oltre alle minacce ricevute dai clan, la giornalista ha dovuto fare i conti con la macchina del fango messa in moto da gente legata alla malavita, politici e gente senza scrupoli che pur di ottenere visibilità si è spacciata come paladina dell’antimafia.

Grazie a ‘A mano disarmata’, anche chi non ha seguito le inchieste della Angeli su Repubblica, riesce a ricostruire quanto successo in questi anni. Ma soprattutto la lettura diventa quasi una chiacchierata con la giornalista che non perde mai l’umiltà e l’affabilità, ma anzi ci ricorda che la battaglia è di tutti anche partendo con la sola presa di coscienza:

Chi sta dalla parte giusta non perde mai. Chi ha scelto di sfidare a viso aperto la mafia la testa non la chinerà mai. Perché sulla bilancia alla sera ci si sale da soli, con la propria coscienza, ed è a lei che si risponde.

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