Fino al 15 novembre alla Other Size Gallery di Milano una mostra che racconta il capo di Leuca in Puglia attraverso le opere di 7 artisti

Ultime settimane per la mostra Terrae. Sguardi sulle terre estreme alla Other Size Gallery fino al 15 novembre. La mostra ha come soggetto principale il Capo di Leuca (Puglia), porta dell’Italia e al tempo stesso suo ultimo lembo di terra, raccontato dall’associazione di produzione artistica e culturale Ramdom che promuove nuovi linguaggi di comunicazione e pratiche creative. In modo particolare sono sette gli artisti che hanno studiato e reinterpretato questo territorio: Andreco, Carlos Casas, Luca Coclite, Elena Mazzi con Rosario Sorbello, Jacopo Rinaldi e Lucia Veronesi

Andreco, con la sua ‘Parata per il paesaggio’  lascia riflettere su come una scogliera possa avere più significati, trasformandosi da limite naturale a confine politico.

Andreco, Parata per il paesaggio, performance prodotta da Ramdom, ph. Yacine Benseddik
Andreco, Parata per il paesaggio, performance prodotta da Ramdom, ph. Yacine Benseddik

Carlo Casas, invece, è rimasto colpito dal paesaggio che ha studiato come filmmaker, approfondendo l’elemento delle rocce e di chi le ha modellate: il mare e, soprattutto, gli spaccapietre.

Luca Coclite analizza il rapporto tra ambiente, architettura e tessuto sociale. Nella sua Imaginary Holiday racconta la rivincita del paesaggio e della natura, con la sua debolezza, dinanzi all’aggressività dello sviluppo umano.

Luca Coclite, Imaginary Holidays. Prodotto da Ramdom, Progetto GAP, 2014
Luca Coclite, Imaginary Holidays. Prodotto da Ramdom, Progetto GAP, 2014

Elena Mazzi e Rosario Sorbello affrontano, in maniera originale, la delicata questione dell’immigrazione nel Mediterraneo e lo fanno avvicinando concettualmente le migrazioni con l’apicoltura nomade.

Elena Mazzi, Rosario Sorbello, Studio per En route to the South, 2015-in progress
Elena Mazzi, Rosario Sorbello, Studio per En route to the South, 2015-in progress

Jacopo Rinaldi espone invece un’opera in movimento, Intervallo, composta da dei fermi immagine di un cinegiornale del 1935 stampati su tende utilizzate precedentemente su un vagone passeggeri di una littorina delle Ferrovie del Sudest, e allineandole in maniera irregolare. L’effetto finale è un’illusione di dinamismo, come se si stesse viaggiando sul treno.

Un modo singolare per raccontare il territorio, è infine quello di Lucia Veronesi, in cui i contrasti e le riflessioni eterogenee si fanno ‘plastiche’ e si traducono in molteplicità di materiali e tecniche: un frammento fotografico, infatti, viene amalgamato al collage e alla pittura, quasi a restituire una moltitudine di sguardi sullo stesso soggetto.

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