Le persiane verdi di Georges Simenon

La recensione del libro

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“Bevve il terzo bicchiere a occhi chiusi. Poi ne bevve un quarto e solo allora si eresse in tutta la sua altezza, spinse il petto in fuori, gonfiò le guance e tornò a essere quello che tutti erano abituati a vedere. Si guardò intorno, osservando le facce che fluttuavano tra le nuvole di fumo, e contrasse le labbra in una smorfia, la sua famosa smorfia, feroce e patetica insieme, che alla fine produsse l’effetto desiderato, li fece ridere, come a teatro faceva ridere la platea, il tipico riso nervoso di chi per un attimo ha avuto paura.”

Émile Maugin è un attore di successo che si esibisce tra teatro e cinema. All’età di sessant’anni gli viene diagnosticato ‘un cuore da settantacinquenne’ a causa soprattutto della sua vita scellerata fatta di eccessi e di impegni lavorativi.

«Mi ha detto che deve fare cinque film. E che ha le repliche dello spettacolo fino al 15 marzo. Che cosa potrebbe modificare del suo stile di vita?»«Niente!»«Da parte mia, l’unica cosa che posso fare è evitarle il dolore o il fastidio degli spasmi».Buttò giù una ricetta su un blocco, strappò il foglio e glielo tese.«Non crede di essersi preso una rivincita sufficiente?»Aveva capito. Anche lui si era dovuto prendere una rivincita, ma probabilmente si era ritenuto soddisfatto il giorno in cui, a ventotto anni, era diventato il più giovane professore di medicina.

Per questo, dopo un’ultima cocciuta resistenza nel dedicarsi a lavoro, decide di ritirarsi in Costa Azzurra, in una villa vicino al mare.

Un tema ricorrente in tutto il romanzo è senz’altro la sua continua ricerca di una serenità che non c’è. Le sue azioni sono spesso e volentieri dettate da una perenne e ininterrotta insoddisfazione, che lo spingerà ad alzare sempre l’asticella delle sue azioni.

Seduttore nato, Maugin è riuscito a riscattarsi da una vita povera in campagna per arrivare a calcare i più importanti palcoscenici di Francia. È sposato con Alice, moglie fedele e presente, adottando con sé sua figlia (che il mondo pensa sia sua). Un gesto che dimostra come dietro quella ‘scorza dura’ ci sia in realtà un uomo che riesce ad amare, non solo a livello fisico.  Infatti, l’attore sostiene economicamente Cadot, suo figlio illegittimo, anche se lo tratta in maniera scorbutica.

Alice, ex ballerina conosciuta a teatro, nel tempo diventa un porto sicuro per Maugin, anche quando è gelosamente consapevole dei flirt e della promiscuità del marito. La sua devozione alla famiglia è totale.

La scrittura di Simenon è una certezza, il largo uso dei dialoghi, ma anche la resa in prosa di odori e suoni rendono il romanzo scorrevole e quasi cinematografico.  Il finale de Le Persiane Verdi è quasi da tragedia greca ma, senza essere pesante, ci consegna un Maugin che cercando di fuggire dalle sue paure, va loro incontro, in un surreale tribunale che va a indagare sulle sue scelte e sulla sua vita.

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