“Come mai, nonostante sia riconosciuto come il miglior periodo della vita, avere trent’anni è così faticoso? Perché, se rappresentiamo il futuro della nazione, le metropoli in cui scalpitiamo non ci permettono il lusso di essere smarriti, terrorizzati, incauti o magari ingenuamente speranzonsi? Nessuno ci abbraccia, ci ascolta, nessuno ci guida.”

Il club delle pecore nere, l’autore Pierpaolo Mandetta

Dopo due anni da Dillo tu a mammà torna Samuele, con la sua storia e le sue insicurezze, a farci ridere e riflettere in questa torrida estate. Pierpaolo Mandetta, classe 1987,torna dopo il successo del suo primo romanzo Rizzoli e i due libri autoprodotti Cuore satellite e Vagamente Suscettibile Evolution. Vive in provincia di Salerno e  la sua pagina Facebook ha 100.000 follower grazie ai contenuti che pubblica quotidianamente.

La trama

Il libro è il sequel di Dillo tu a mammà, dove avevamo lasciato Samuele, giovane scrittore omosessuale trapiantato dal Meridione a Milano, in procinto di coronare il suo sogno d’amore con Gilberto. Il club delle pecore nere si apre proprio con il giorno delle nozze ma con un esito inaspettato: Samuele molla Gilberto ‘all’altare’ e scappa via. Dopo un girovagare per la città meneghina torna nell’appartamento dove aveva vissuto i primi anni e dove tuttora vivono i suoi due ex coinquilini, Nicole e Ivan. Lei fa la spogliarellista in un night del centro mentre lui si occupa di organizzare eventi e di marketing. Sicuramente due personaggi sui generis, con cui Samuele torna in sintonia in un rapporto di amore e odio. Ma c’è un quarto coinquilino ‘inatteso’: Rocco, adolescente abbandonato temporaneamente dalla madre, un’amica di Nicole. Il loro minimo comune denominatore? Una vita ‘spericolata’, fatta di pulsioni e conflitti, causati dal rapporto con i propri partner e le rispettive famiglie.

Il club delle pecore nere, i temi e i personaggi

Conflitti affettivi, conflitti generazionali, conflitti esistenziali. Più che un minestrone di contrasti Il club delle pecore nere è un’insalata di riso, perché affronta con ironia, talvolta amara o al vetriolo, ma sempre frizzante, i grandi nodi che spesso attanagliano i giovani trentenni – e non.
Samuele, dopo l’auto-sabotaggio del suo matrimonio, cerca di coltivare la sua professione di scrittore, non senza i problemi e il confronto con altri blasonati e diffusissimi avversari, come il seducente Tiziano, che sui social ammalia tutti con i suoi aforismi. Ma il suo percorso lavorativo inevitabilmente si intreccia con quello personale: Samuele cerca di capire che persona vuole essere e soprattutto vuole affrontare il suo rapporto con gli altri.

Voglio mollare i “dovrei” e bruciare i vestiti stretti del bravo ragazzo. Non ho più paura di ammetterlo: non lo sono mai stato. Sono semplicemente me stesso. Essere sensibile è un regalo magnifico da offrire a chi lo merita, a chi sa usare la stessa arte della gentilezza. Non sarà mai più la mia scusa per farmi calpestare dal mondo. E vaffanculo ai
capelli bianchi, che non mi stanno affatto male.

Nicole, è una ribelle nata, si oppone strenuamente alla sua famiglia che la vorrebbe realizzata lavorativamente parlando. È presidente di un’associazione femminista e spesso e volentieri dispensa consigli alle altre donne su come farsi rispettare dai propri partner.

Sono gli uomini a decidere se siamo sexy, antipatiche, pazze o troie, e siccome non possiamo  fare a meno di rispettare la loro autorevolezza, perché è passato troppo tempo da quando ci convinsero che hanno ragione, li emuliamo e ci scanniamo tra noi sui social o raccontando pettegolezzi. Ripetiamo ‘pazza’ o ‘troia’ alle donne che ci fanno sentire insicure, e passiamo il tempo a chiederci cosa c’è che non va in noi, sognando ancora che gli uomini siano fieri di come siamo.

Anche lei durante lo svolgersi degli eventi crescerà interiormente, trovando la forza di affrontare le situazioni irrisolte con la sua famiglia e il suo ragazzo, spesso riuscendo a smussare gli angoli più spigolosi del suo carattere, senza rinunciare alla sua lotta contro l’ipocrisia della società.

E poi c’è Ivan, carrierista senza scrupoli, maschilista e sciupafemmine, cresciuto in campagna ma ormai ‘animale da città’. Anche lui non è cresciuto in ottimi rapporti con la sua famiglia, tant’è che che la maggior parte delle sue decisioni è dettata o dalla mancanza della figura del padre o dal tentativo di superare la figura paterna, in una eterna competizione. Competizione che si traduce nel suo spietato opportunismo, che lo porta addirittura a simulare una relazione stabile pur di far carriera. Ma prima o poi la vita presenta il conto, sotto forma di una vera e propria esplosione interiore dalla quale però si può ripartire.

Il club delle pecore nere, lo stile

La scrittura di Pierpaolo Mandetta è ormai ben riconoscibile, caratterizzata da un’ironia impetuosa che iperbolicamente sfrutta simboli e personaggi della cultura contemporanea, situazioni al limite del surrealismo ma anche i conflitti generazionali di cui la commedia italiana è piena. Non mancano le contraddizioni Nord-Sud, molto meno presenti rispetto a Dillo tu a mammà ma non per questo meno efficaci:

Mamma ci serve subito una guantiera di prosciutti e pomodorini sott’olio, prima di una cena che sarà devastante per il nostro organismo.
«Mamma, piatti piccoli, eh!»
Lei ondeggia con le mani sui fianchi. «Mo’ fai tutto il ti-ti-ti, che partecipi al Salone del Mobile a Milano, ma fino a cinque minuti fa partecipavi al salone della mozzarella giù a mare. Fai poche mosse.»

A completare il quadro sicuramente contribuisce la narrazione in prima persona dei personaggi, che spesso lascia trasparire, anche cinicamente, i pensieri che essi condividono con il lettore, regalandoci un’inedito quadro della situazione.

Un romanzo fresco e leggero, ottimo da leggere sotto l’ombrellone o nelle torride giornate estive.

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