IL MISTERO VAN GOGH

Vedi dunque che sto lavorando con accanimento, ma per ora non ho ottenuto ancora dei risultati molto soddisfacenti. Spero tuttavia ancora che queste spine daranno all’ora giusta il loro fiore e che questa lotta in apparenza sterile non sia altro che un lavoro di procreazione. Prima il dolore, poi la gioia.

Vincent van Gogh raccontato da una prospettiva inedita è l’oggetto del libro Il mistero Van Gogh di Costantino D’Orazio (256 pagine, Sperling & Kupfer). D’Orazio è storico dell’arte e funzionario della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Collabora con l’Università LUISS e la Link University. E’ conduttore della rubrica AR Frammenti d’Arte su Rainews24, del programma Bella davvero su Radio2 ed è l’esperto d’arte di Unomattina su Rai1. Tra gli ultimi suoi lavori: Raffaello segreto (Sperling & Kupfer, 2015), Michelangelo. Io sono fuoco (Sperling & Kupfer, 2016), Ma liberaci dal male (Sperling & Kupfer, 2017) , Mercanti di bellezza (RAI Eri, 2017), L’Arte in sei emozioni (Editori Laterza, 2018), Leonardo svelato. I segreti nascosti nei suoi capolavori (Sperling & Kupfer, 2019).

Il mistero van Gogh, la trama

Vincent Willem, figlio di Theo van Gogh, e nipote dell’omonimo pittore, nel secondo dopoguerra compie un viaggio lungo i luoghi che hanno caratterizzato la vita dello zio Vincent, ritrovando i paesaggi e le persone che hanno incontrato lo zio.  Un viaggio che attraversa il Brabante, in Belgio, Parigi, la Provenza, e ripercorre gli stati d’animo e i tormenti del pittore , cercando di capirne più a fondo la personalità e il perché un genio tanto apprezzato dopo la sua morte, non sia riuscito a vendere i suoi quadri in vita.

Questo diario di bordo, accompagnato da alcuni passi dall’immenso patrimonio epistolare scambiato da Vincent van Gogh e il suo fratello Theo negli anni, mettono in luce fragilità e sfumature della personalità fumantina del pittore che vanno aldilà della retorica con cui ci è stato sempre raccontato, oltre il retorico binomio di genio e follia.

I temi

Costantino D’Orazio grazie al racconto fittizio ma ispirato al viaggio realmente svolto da van Gogh l’ingegnere (chiamato così per distinguerlo dallo zio) ci restituisce con toni intimi e meno tecnici un ritratto di un van Gogh vittima e artefice del suo destino. Un pittore sempre in sfida con se stesso che nella sua estrosità ha cercato di carpire le fragilità dell’essere umano. Il grande tema conduttore, la grande domanda che permea tutto il libro è: perché van Gogh non riscosse successo in vita? E una delle risposte non è affatto scontata…

Note di stile

La narrazione sotto forma di diario di bordo del giovane van Gogh ci restituisce un ritratto del pittore e dei luoghi in cui ha vissuto rielaborato dalle riflessioni del narratore. L’ingegnere sa cogliere sfumature e contraddizioni poetiche e artistiche dello zio, e quasi a riprova della sua ricostruzione, appaiono citazioni di lettere che Theo e Vincent si sono scambiati. Attraverso le parole di Vincent junior Costantino d’Orazio ci guida, quasi prendendoci per mano, nelle singolari vicende dei van Gogh: un’operazione che porta il lettore a lasciarsi andare in un viaggio inedito attorno a uno degli artisti più amati della storia dell’arte.

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