volo di notte saint-exupéry

Sotto l’aeroplano, le colline scavavano già il loro solco d’ombra nell’oro della sera. Le pianure si facevano luminose, ma di una inconsumabile luce: in quelle regioni esse non finiscono mai di restituire il loro oro, così come dopo l’inverno non finiscono mai di restituire la loro neve. (Volo di notte, incipit)

Antoine de Saint-Exupéry

Questa descrizione quasi fotografica dall’alto dell’America Latina è l’incipit di Volo di Notte, il romanzo del 1931 di Antoine de Saint-Exupéry, scrittore francese noto soprattutto per aver scritto il celeberrimo Piccolo principe.

Molti non sanno però che Saint-Exupéry oltre ad essere uno degli scrittori più apprezzati del Novecento europeo è stato un formidabile aviatore, che ha riversato nelle sue opere le sue conoscenze ed esperienze maturate nei suoi lunghi viaggi.

Infatti, l’autore francese dopo il liceo e una breve esperienza nella Scuola Navale, nel 1921 si arruola nel II reggimento di aviazione di Strasburgo e ottiene il brevetto di pilota dapprima civile, poi militare.

Cinque anni dopo la Compagnia Generale di Imprese Aeronautiche Latécoère (poi Aéropostale) assume Antoine come pilota per trasportare la posta da Tolosa a Dakar. Pochi anni dopo scrive Volo di Notte, circa un anno dopo essere nominato direttore della linea aeropostale Argentina- Francia.

Dopo la chiusura della compagnia (confluita nell’attuale Air France) nel 1933, Saint-Exupéry si dedica a scrittura e giornalismo mentre allo scoppio della Seconda guerra mondiale si arruola nell’Armée de l’air (l’Aeronautica francese) e proprio durante un volo di ricognizione, il 31 luglio 1944, muore in un incidente aereo.

Egli era simile ad un conquistatore che, alla sera delle sue conquiste, si chini sulle terre del suo impero e scopra l’umile felicità degli uomini.

Volo di notte, la trama

Siamo negli anni Trenta, agli albori dei servizi di spedizioni aerei. Fabien è un aviatore postale impegnato nella tratta latinoamericana delle spedizioni America-Europa. È in volo su un biplano: con lui il radiotelegrafista che aggiorna la compagnia a terra dell’evolversi della spedizione. Il viaggio è seguito da terra dalla sede della ditta dal direttore Rivière.

Durante un volo notturno però le cose si complicano, e l’aereo deve fare i conti con la rotta di un uragano. Un crescente pathos accompagna la parte finale del romanzo, in cui si accavallano i pensieri di Rivière e dell’ispettore Robineau e la preoccupazione della moglie di Fabien.

Volo di notte, i temi

Il tema principale di Volo di notte è senz’altro rappresentato dal rapporto tra uomo e tecnologia aereonautica, nei primi decenni di utilizzo a scopo civile ed economico dell’aviazione. Il nocciolo della narrazione sta tutto nella sfida di Riviére e delle compagnie dell’epoca di sfruttare i vantaggi dei voli notturni, nonostante i limiti di una tecnica ancora lontana da quella dei giorni nostri.

Spingersi aldilà dei limiti è una costante nell’intera storia dell’umanità e della letteratura, basti semplicemente pensare al canto XXVI dell’Inferno di Dante in cui Ulisse va oltre le Colonne d’Ercole. L’eroe ha una missione ben precisa: sfidare il rischio per ottenere un vantaggio rispetto ai suoi simili.

Volo di notte, quindi, è la metafora di una umanità che avanza ma che deve scontrarsi inevitabilmente con il suo destino e con la natura, ma che fa riflettere su quel senso del rischio che da un lato apre nuove strade, ma che dall’altro può rendere la vita stessa la posta in gioco.

I personaggi

Fabien è un giovane, prestante, impavido aviatore che affronta le tenebre e gli agenti atmosferici. Sa che deve convivere con il rischio ma al tempo stesso vive la sua professione con abnegazione e passione.

Rivière è un dirigente risoluto, che raramente accetta critiche e con una fede inamovibile nei voli notturni. Crede che solo attraverso le punizioni e il rigore la sua causa (e l’aviazione) possa andare avanti: non c’è spazio per le emozioni.

Volo di notte, stile e linguaggio

Una narrazione scorrevole che non rinuncia al lessico dell’aviazione ma neanche alla poesia di alcune descrizioni ambientali poetiche. Questo è lo stile unico e piacevolissimo di Antoine de Saint-Exupéry, che parte dalla realtà dell’aviazione, che lui conosce bene, per regalare inedite emozioni.

Una piacevole scoperta a cui si può accompagnare anche la lettura del racconto L’Aviatore, che con lo stesso stile rimane sul tema. Consigliato.

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