La ragazza gazzella di Roberto Gessi

Tutto partì dall’espressione mobile e rannuvolata di Tabita, quando si presentò per la colazione.
«Hai una faccia strana» aveva commentato sua madre alzando gli occhi dalla sua tazza di caffelatte.
“Mi formicola la testa. Come se mi prudesse il cervello” era stata tentata di replicare ma sapeva che sua madre non si sarebbe accontentata di quella risposta. Così alzò le spalle:
«Boh. Sarà che oggi ho il saldo del debito di matematica.»
«Dai che è l’ultimo sforzo. Ora scappo» l’aveva incoraggiata suo padre, chiudendo il giornale.
Sembrava finita lì, loro al lavoro, lei a scuola, mancava poco all’inizio dell’estate: le amiche, il moroso, le vacanze.
Invece no. La sua testa non aveva intenzione di fermarsi, continuava a formicolarle. Il cervello continuava a pruderle: stava prendendo forma una decisione. Una decisione che non tardò a fare propria.
E così, Tabita si ritrovò sola.

La ragazza gazzella è il romanzo di esordio di Roberto Gessi (La torre dei venti, 176 pp).

Roberto Gessi

Roberto Gessi è nato a Novara nel 1992. È cresciuto e vive a Recetto, un piccolo paese del basso novarese, circondato dalle campagne e dalle risaie rese celebri dai libri di Sebastiano Vassalli. Laureato in Scienze della comunicazione, lavora in un’agenzia pubblicitaria come social media manager e copywriter.

La ragazza gazzella, la trama

Alla soglia dell’ultimo anno di liceo e della maggiore età, Tabita decide che è il momento di dare un taglio netto alla sua vita. Con l’obiettivo di far chiarezza nella sua esistenza per poter scegliere consapevolmente il suo futuro, la ragazza allontana le sue amiche Marta e Sara e il suo fidanzato Mattia, il tutto in maniera netta e anche un po’ brutale, spiazzando tutti, in primis i suoi genitori.

Marta, Sara e gli altri l’avevano usata per anni. Per questo si era allontanata da loro. Per questo? Forse non era il motivo principale, ma solo una delle cause. In ogni modo, non era vero che “non c’erano fatti”. I fatti c’erano. C’erano delle amicizie tenute insieme dagli interessi personali; Marta e Sara l’avevano convinta a non lasciare e a perdonare Giacomo quando l’aveva tradita, perché era lui che portava prestigio sociale al gruppo di cui ambivano a diventare membri a tutti gli effetti; c’era una compagnia fatta di persone che, dopo aver fatto colpo su Tabita, si ritrovavano sui social a farsi le foto con lei, Marta e Sara, vantandosi d’esserne i migliori amici. C’era il fatto che Tabita era sempre stata sola. Non lo era diventata solo da pochi giorni.

A pochi giorni dall’inizio della scuola, Tabita decide quindi di rinunciare alle serate in centro della sua città, Novara, allo shopping con le sue amiche e a una continua vita sociale per focalizzarsi su sé stessa e sullo studio. Questo nuovo modo di vivere le costerà solitudine, isolamento, ma al tempo stesso le permetterà di riavvicinarsi ai suoi genitori.

Infatti, dopo un viaggio a Zagabria con sua madre per vedere i mercatini natalizi, si imbatte nel Brokenships, il museo delle relazioni interrotte, e proprio lì, non solo come una Epifania il suo subconscio conferma che la strada tracciata è quella da seguire, ma passare del tempo con sua madre le farà rispolverare il suo rapporto con lei.

Nel frattempo, l’ultimo anno di liceo passa e alle soglie dell’Esame di Stato arriva il tempo delle scelte per il futuro. Il sofferto percorso di rinascita avrà portato i suoi frutti o con il suo atteggiamento ha solo allontanato i suoi amici più cari? L’ultimo giorno di scuola i nodi verranno al pettine ma saranno anche sciolti.

Novara, la città in cui si svolge la trama de La ragazza gazzella
Novara, la città in cui si svolge la trama de La ragazza gazzella

La ragazza gazzella, i temi

La ragazza gazzella affronta il delicato tema della crescita e dell’ingresso del mondo degli adulti e lo fa con la prospettiva di Tabita, appunto “ragazza gazzella”, che esce dal branco per cercare la sua strada. Il branco, rappresentato dalle comitive, dai compagni, fin dalla sua infanzia è stato motivo di protezione ma troppo spesso ha annullato la sua personalità. L’individualità di Tabita si è sedimentata nel fondo della sua anima e quasi come magma ha cercato di riaffiorare sotto forma di malessere fisico.

Forse perché sapeva che, come una gazzella, se avesse abbandonato il branco, non sarebbe sopravvissuta. E allora cacciava dentro le lacrime e cercava di omologarsi, per apparire meno diversa, meno ruffiana.


La dura legge della giungla ‘sociale’ si aggrava con la società dell’apparenza compulsiva, che traduce il successo in like e cuoricini, creando un vuoto anche in una personalità apparentemente forte come quella di Tabita.

Sì, perché, così alle elementari così alle medie, doveva tenersi tutto dentro. Aveva preso le distanze dai suoi genitori, perché non l’avevano capita, perché non l’avevano difesa, perché non le avevano fatto cambiare scuola e perché, semplicemente, così andava fatto, a quell’età. Non poteva mostrarsi debole agli occhi di quelle due o tre amiche con le quali si erano reciprocamente scelte: bastava fare un passo incerto per incappare in uno sgambetto.

La ragazza gazzella, i personaggi

Personaggio principale del romanzo è Tabita, ragazza apprezzata per il suo carattere e per la sua bellezza, che intraprende un suo cambiamento radicale interiore. Tabita sente che le sue relazioni sociali, in primis la sua storia con il bel Mattia e l’amicizia con Sara e Marta, non solo non aggiungono valore alla sua vita ma anzi la appiattiscono tanto da conformare le sue scelte alle loro. La ragazza, quindi, trova il coraggio di rompere questo circolo vizioso e di cercare la sua via d’uscita verso il futuro.

Mattia è uno dei ragazzi più apprezzati della scuola. Tabita è innamorata di lui ma una volta troncata la sua relazione con lui capisce che in fondo anche quella si è ridotta a un legame di apparenza, quasi come se l’uno fosse un trofeo per l’altro.

Marta e Sara sono due personalità molto forti, e soprattutto la prima per anni ha mosso le redini della compagnia e delle sue scelte. Le due amiche compaiono perlopiù nella parte finale del romanzo, dove assieme a Tabita e Mattia dovranno fare i conti con il loro futuro e le loro scelte, a scapito della loro stessa amicizia.

I genitori di Tabita, derubricati a inizio romanzo a semplici comparse, se in un primo momento si preoccupano troppo per la ‘asocialità’ della figlia, col passare del tempo riescono ad entrare in sintonia con lei, arrivando a sciogliere la barriera generazionale che si era creata tra loro in tutti questi anni. La stessa Tabita rivaluterà il ruolo dei genitori nella sua vita, quasi recuperando lo spirito filiale di quando era piccola.

Stile, linguaggio e considerazioni finali

La ragazza gazzella è un libro che si lascia leggere senza problemi, complice il linguaggio fresco e contemporaneo che traspare nei pensieri di Tabita e nei dialoghi con gli altri personaggi. Le vicende lineari permettono al lettore di focalizzarsi sui pensieri della ragazza e di partecipare al suo processo di crescita interiore.

Da notare anche la descrizione dei luoghi, che in questo romanzo quasi “prendono vita” ispirando Tabita, nel caso della sua Novara, con la sua monumentale cupola e la scuola di Tabita, e di Zagabria con il suo museo e gli incantevoli mercatini.

Nella fase inziale la narrazione è lenta, quasi a rimarcare il vuoto interiore di Tabita, ma verso la fine del romanzo acquisisce il giusto ritmo e il giusto finale. Gessi al primo romanzo si rivela pieno di potenziale e potrebbe stupirci in futuro. A proposito di sorprese, molto bella quella dell’epilogo, di cui non anticipo nulla!

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