delitto al festival di sanremo recensione

È arrivato il momento giusto. Ci siamo.
Mi trovo nelle vicinanze dell’uscita dei camerini del teatro Ariston. Attraverso uno dei monitor puntati sulla platea, l’ho visto alzarsi, allontanarsi dal suo posto nella fila ventidue e uscire nel corridoio laterale alla sua destra.
È lui.
L’uomo che stanotte morirà.

Inizia così Delitto al Festival di Sanremo (Fratelli Frilli Editori, 201 pagine), ultimo romanzo di Achille Maccapani.

Achille Maccapani, l’autore di Delitto al Festival di Sanremo

Lo scrittore è già autore sempre con Frilli del ciclo di indagini di Roberto Martielli e Viviana Croce iniziato con il romanzo Il venditore di bibite (Fratelli Frilli Editori, 2018), proseguito con Destini in fumo (Fratelli Frilli Editori, 2019) e Ventimiglia riviera dei fuochi (Fratelli Frilli Editori, 2020). Alcuni racconti dedicati proprio a Martielli e Croce sono stati inoltre pubblicati nelle antologie Una finestra sul noir (Fratelli Frilli Editori, 2017), 44 gatti in noir (Fratelli Frilli Editori, 2018), Tutti i sapori del noir (Fratelli Frilli Editori, 2019) e I luoghi del noir (Fratelli Frilli Editori, 2020), in ricordo dell’editore Marco Frilli. Ha pubblicato i romanzi Taci, e suona la chitarra – Milano rock Ottanta (Fratelli Frilli Editori, 2005 – XXII Premio Città di Cava de’ Tirreni), Delitto all’Aquila nera (Zona, 2007), Confessioni di un evirato cantore (Fratelli Frilli Editori, 2009 – fiorino d’argento del Premio Firenze) e Bacchetta in levare (Marco Valerio, 2010). 

Delitto al Festival di Sanremo, la trama

Con questo romanzo si apre il ciclo delle indagini del commissario Francesco Orengo, appena trasferito nella Città dei Fiori e subito preso dal servizio di sicurezza della città del Festival della Canzone Italiana. Proprio durante la finale di un’immaginaria edizione 2021 con pubblico, durante una pausa pubblicitaria, un sicario uccide Anton Giulio Tafuri, imprenditore campano. L’assassino riesce a compiere il suo disegno criminale infiltrandosi nello staff del Teatro Ariston e seguendo la vittima fino alla toilette.

A pochi giorni dal suo insediamento, Orengo deve fare i conti con un grave crimine nella settimana in cui tutti i riflettori nazionali sono puntati su Sanremo. A rendere il quadro più complicato c’è il questore Di Leva che passerà al setaccio il suo passato per metterlo volutamente in difficoltà e scaricare su di lui il peso dell’opinione pubblica.

Ma Orengo conosce bene il territorio, essendo cresciuto nell’entroterra ligure, e grazie al suo talento e al supporto dei colleghi e di Martina riporterà giustizia a Sanremo.

Una vista di Sanremo

Delitto al Festival di Sanremo, i temi e lo stile

Il tema principale su cui si muove l’intero romanzo è ovviamente l’omicidio di Tafuri e lo svolgimento delle indagini, che si allargheranno ad altre parti d’Italia, in un progetto più grande del delitto. Il lettore segue da un lato il commissario con le sue indagini, scandagliando con lui i suoi indizi, dall’altro segue anche l’omicida che si racconta in prima persona nelle piccole pause della narrazione.

Nonostante il delitto con cui si apre il romanzo, Delitto al Festival di Sanremo è una splendida cartolina di Sanremo, della Riviera di Ponente e dell’entroterra ligure. Maccapani racconta con passione i luoghi dove si svolgono i fatti. I due piani di narrazione (la prima persona per l’omicida e la terza per le vicende di Orengo), donano una vivacità al racconto che si lascia leggere scorrevolmente.

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