Quando tornerò di Marco Balzano – recensione

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Dopo il grande successo di Resto qui, è uscito un nuovo libro di Marco Balzano, Quando tornerò (Einaudi, 199 pp)

Quel mattino ci siamo svegliati come al solito alle sei e ci siamo messi a cercare Moma per tutta la casa. A un certo punto abbiamo persino spostato i mobili, come se Moma fosse un anello o un mazzo di chiavi. Quando papà ha capito che sua moglie se n’era andata davvero, ha cominciato a prendere a calci le porte e a tirare pugni contro il muro. Io invece sono uscito sul pergolato, gridavo così forte il suo nome che dopo un po’ anche mio padre mi ha ordinato di piantarla.

Marco Balzano, l’autore di Quando tornerò

Milanese, classe 1978, lavora come insegnante. Ha scritto diversi racconti, saggi e romanzi: Il figlio del Figlio (Avagliano 2010, Sellerio 2016, Premio Corrado Alvaro Opera prima) , Pronti a tutte le partenze (Sellerio, 2013, Premio Flaiano) e L’ultimo arrivato (Sellerio 2014, Premio Capiello 2015). Nel 2018 scrive Resto qui, il suo quarto romanzo, con Einaudi; il libro si classifica secondo al Premio Strega, vince il Premio letterario Elba, il Premio Dolomiti Unesco, il premio Viadana, il premio Latisana, il premio Asti Corte d’Appello, il premio Minerva e la 92^ edizione del Premio Bagutta.

Quando tornerò, la trama

Daniela vive con la sua famiglia in Romania: ha due figli, Angelica Manuel, il marito Filip e vive vicino ai suoi genitori. 

Per migliorare la condizione economica della famiglia, dopo innumerevoli ricerche di lavoro e un’esperienza di segreteria aziendale sul curriculum, decide di partire come tante sue connazionali alla volta dell’Italia per cercare fortuna come badante. La partenza improvvisa e furtiva di Daniela impatta notevolmente sulla vita dei suoi figli e di suo marito. 

In particolare Manuel da tranquillo e diligente studente in una vera e propria crisi di rigetto rifiuta di continuare a studiare con continuità e si lascia andare a bravate . Nel frattempo, assaporando i beni che sua madre compra in Italia grazie al cambio favorevole, inizia a vederla sempre più come un bancomat a cui chiedere regali, senza perdonarle il fatto di essere andata a lavorare in Italia. Nonostante l’aiuto (e la pazienza) di Angelica e dei nonni, che cercheranno in ogni modo di tirarlo fuori dai guai, Manuel continua la sua vita spericolata, fino a quando non è protagonista di un brutto incidente stradale in moto.

Angelica, dal suo punto di vista, cerca di unire i cocci della sua famiglia e di realizzarsi nella vita, studiando all’università e tamponando i pasticci di Manuel. Riesce anche a sostenere Daniela nel momento più buio dell’incidente del fratello ma senza tralasciare per una volta la sua felicità.

Quando tornerò, i temi

Il tema principe di Quando tornerò è il grande fenomeno migratorio che vede da tanti anni donne giovani e meno giovani dell’Est Europa emigrare verso i paesi occidentali per trovare lavoro come caregiver, dette anche badanti.
Grazie al racconto di Balzano emergono anche le conseguenze, in parte immaginabili, sulla salute fisica e mentale di queste donne che lavorano senza sosta con persone con difficoltà. Grazie a questo romanzo ho scoperto che medici e psicologi romeni ( e non solo) hanno racchiuso le conseguenze del lavoro di badante sotto il termine di ” Mal d’Italia” tanto da creare delle vere e proprie attività psicofisiche a supporto di queste donne.
Ovviamente il benessere psicofisico si interseca con i problemi familiari: Daniela non riesce a seguire a distanza i suoi figli e mentre il carattere forte di Angelica la porta comunque a combattere caparbiamente per il suo futuro, la fragilità di Manuel lo porta letteralmente fuori strada. Il momento in cui Daniela si ritrova a vegliare suo figlio in ospedale, si maledice non si perdona la scelta di partire per l’Italia lasciando il lettore con un dubbio: la donna aveva veramente scelta?

– Angelica, ma lo sai che lavoro facevo? Lo sai in quali case ho abitato? Io non ho avuto case, ho avuto camerette. Non sono mai riuscita a prendermi un monolocale in affitto, vi mandavo lo stipendio intero, mi tenevo i soldi per le sigarette e poco altro,- ha ribattuto stringendo i denti. – Mi rimproveri di averti rovesciato addosso molti compiti, ed è vero. Ti avrei risparmiato tante fatiche volentieri, ma questo è il lavoro che si trova, questo è il paese dove siamo nati e qiesto è il tempo in cui ci tocca vivere, non l’ho scelto io e non l’hai scelto tu. A volte parli come se fossi la figlia del re.
– Io non ti riconosco, – le ho detto
Lei ha strabuzzato gli occhi e chiuso i pugni, poi ha allentato i muscoli del viso e riaperto i palmi: – Neanche io ti riconosco.

Quando tornerò, i personaggi

La psicologia dei personaggi emerge grazie al racconto in prima persona di Manuel, Daniela e Angelica, che in tre diverse sezioni del libro raccontano le vicende dal proprio punto di vista.
Daniela racconta della sua partenza, di come sia riuscita a passar sopra anche all’ostilità del marito e le conseguenze che la scelta di andare in Itali avrebbero avuto sulla sua famiglia. Racconta delle sue difficoltà linguistiche e culturali che ha trovato nell’arrivare a Milano, nel cambiare anche assistito, nell’accettare anche che la morte della persona a cui faceva da badante diventava anche la fine del lavoro e una speranza in meno di rimanere. Daniela racconta anche la distanza non solo fisica che si viene a creare con i suoi due figli e con rammarico si vede costretta ad accettare la realtà perché semplicemente non ha scelta.
Manuel racconta il suo punto di vista fatto di rancore per l’abbandono della mamma ma anche di affetto per Angelica e i nonni. Dal suo punto di vista anche la sua perdizione ha un senso, generato dalla mancanza di figure di riferimento genitoriali e da una sorta di ‘liberi tutti’ personale che lo porta ad essere un ripetente e a frequentare cattive compagnie.
Angelica invece non perde la pazienza, né la bussola. Ritrovatasi ad accudire il fratello da un giorno all’altro, affronta con razionalità e non poche difficoltà la situazione, cercando comunque di realizzarsi e non perdere di vista la sua felicità. Ci riesce perfettamente e il lettore lo scopre nel finale del romanzo.

Stile e Linguaggio

Ho ritrovato in Quando tornerò la delicatezza della narrativa di Marco Balzano, che anche in Resto qui era riuscito a raccontare eventi traumatici per Curon e per l’Italia intera senza ricorrere a un eccessivo carico di tensione. Balzano non rinuncia all’emotività dei suoi personaggi, anzi. In Quando tornerò i tre protagonisti si raccontano quasi ‘passandosi’ un ideale microfono, mettendo a nudo le proprie difficoltà e filtrando gli stessi fatti con tre punti di vista differenti.

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