Noemi Aversa, Calano le tenebre, 40x40cm, 2020

Design, incisione, grafica… è davvero poliedrica l’arte di Noemi Aversa, artista che parteciperà alla mostra ‘Proposta d’arte’ a Milano dal 15 al 27 giugno all’Arcadia Art Gallery. L’abbiamo incontrata prima dell’inaugurazione.

Sei un’artista eclettica che spazia dal design all’incisione, passando per la grafica e la creazione di monili. Come nasce e come si è sviluppato il tuo percorso?

«Il mio percorso ha origine dalla passione per la grafica editoriale che grazie agli studi svolti ed alle sperimentazioni sviluppate durante la carriera accademica mi ha portata ad ampliare le mie conoscenze, appassionandomi ai vari linguaggi visivi che amo utilizzare, miscelare e sperimentare nelle varie forme».

Come fai convivere queste diverse anime?

«Io non le definirei anime diverse ma poliedriche modalità di espressione che mi permettono di comunicare in diverse forme in base agli stimoli, alle necessità ed alle ispirazioni che mi portano ad elaborare progetti ed opere». 

Noemi Aversa
Noemi Aversa

amo sperimentare e spesso esprimere anche le emozioni o le curiosità che nel momento creativo mi sorgono

Noemi Aversa
Incisioni che ricordano orbite di pianeti o anelli di un albero, oggetti di design che rimandano a elementi naturali… qual è il rapporto della tua arte con la natura?

«Quando iniziai il percorso di xilografia, che prevedeva la preparazione delle matrici in legno, ho scoperto un forte legame con questo materiale che mi ha portata a studiarlo e, passatemi il termine, sviscerarlo, simulandolo anche con altri materiali».

Quali sono i temi che preferisci affrontare di più nelle tue opere?

«In realtà non ho dei temi prefissati o prediletti. Io amo sperimentare e spesso esprimere anche le emozioni o le curiosità che nel momento creativo mi sorgono». 

Noemi Aversa, Commedianti dell'arte, 40×40cm, 2018
Ci sono dei progetti o temi particolari a cui stai lavorando?

«Di progetti da realizzare che spaziano dall’illustrazione al design ne ho molti, in questo periodo sono molto affascinata dalla tematica e dalla simbologia delle maschere alle quali sto dedicando un percorso illustrativo nelle quali alcune risultano più oniriche altre invece volgono più ad uno sguardo critico sociale».

Ci puoi anticipare qualcosa di quello che porterai alla prossima mostra a Milano?

«All’esposizione parteciperò con due opere appartenenti al progetto di studio sulla simbologia delle Maschere dove una rappresenta le tre maschere più popolari della commedia dell’arte allegorie di furbizia, tristezza e frivolezza tematiche ancora molto attuali nei rapporti umani; l’altra invece più onirica come rappresentazione coincide con il delirante periodo di pandemia e per cui lascio libera interpretazione emotiva».

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