Daria Bignardi Storia della mia ansia
Daria Bignardi Storia della mia ansia
Daria Bignardi, Storia della mia ansia – recensioneStoria della mia ansia di Daria Bignardi
ISBN: 9788852085581
Edito da Edizioni Mondadori il 20 Febbraio 2018
Genere: Narrativa, Storie di donne
Pagine: 192
Formati: Copertina rigida, eBook
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Un pomeriggio di tre anni fa, mentre stavo sul divano a leggere, un'idea mi ha trapassata come un raggio dall'astronave dei marziani. Vorrei raccontare così l'ispirazione di questo romanzo, ma penso fosse un'idea che avevo da tutta la vita. "Sappiamo già tutto di noi, fin da bambini, anche se facciamo finta di niente" dice Lea, la protagonista della storia.
Ho immaginato una donna che capisce di non doversi più vergognare del suo lato buio, l'ansia. Lea odia l'ansia perché sua madre ne era devastata, ma crescendo si rende conto di non poter sfuggire allo stesso destino: è preda di pensieri ossessivi su tutto quello che non va nella sua vita, che, a dire il vero, funzionerebbe abbastanza. Ha tre figli, un lavoro stimolante e Shlomo, il marito israeliano di cui è innamorata. Ma la loro relazione è conflittuale, infelice.
"Shlomo sostiene che innamorarci sia stata una disgrazia. Credo di soffrire più di lui per quest'amore disgraziato, ma Shlomo non parla delle sue sofferenze. Shlomo non parla di sentimenti, sesso, salute. La sua freddezza mi fa male in un punto preciso del corpo." Perché certe persone si innamorano proprio di chi le fa soffrire? E fino a che punto il corpo può sopportare l'infelicità in amore?
Nella vita di Lea improvvisamente irrompono una malattia e nuovi incontri, che lei accoglie con curiosità, quasi con allegria: nessuno è più di buon umore di un ansioso, di un depresso o di uno scrittore, quando gli succede qualcosa di grosso.

Daria Bignardi

Lea è un’autrice di successo che nella vita è cresciuta con l’ansia, che sua madre le ha trasmesso fin da piccola. Nonostante il suo successo, il matrimonio con Shlomo e i suoi tre figli, l’ansia continua a essere parte integrante della sua vita fino a quando non le viene diagnosticato il cancro. Daria Bignardi in “Storia della mia ansia” (Mondadori, 2018, 186 pagine) ci regala un romanzo che si legge scorrevolmente, evitando false retoriche ma anzi scontrandosi con la realtà nuda e cruda.

La storia di Lea, dei suoi problemi di salute e del suo matrimonio in crisi, vengono raccontati in maniera asciutta, senza fronzoli e senza drammatizzazioni eccessive. Il lettore vive insieme alla protagonista il dramma della chemio, il malessere che provoca ma se ci si aspettata un melodramma, si rimane delusi. La Bignardi, infatti, con uno stile chiaro, un tono colloquiale e una narrazione fresca, attraverso una sorta di “flusso di coscienza” racconta la realtà non facile del malattia ma al tempo stesso trasmette la gratitudine di Lea, che grazie alla sua malattia mette in discussione tutta la sua vita e finalmente riesce a far luce sulle pieghe irrisolte della sua esistenza e del suo matrimonio.

Lea conosce Luca in ospedale, anche lui in chemioterapia, e tra i due inizia una complicità che porterà la donna a porsi delle domande sul suo rapporto con il suo algido marito Shlomo. Una via di fuga o un’illusione? Nelle ultime pagine la risposta.

Insomma, un motivo senz’altro per cui vale la pena leggere questo libro è la sensazione di gratitudine e liberazione che si respira arrivati alla pagina dei ringraziamenti, a lettura terminata. Un invito a non aver paura di mettere in discussione tutto e perché no a liberarsi dall’ansia, quando diventa particolarmente dannosa per le nostre esistenze.

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