le persiane verdi simenon
le persiane verdi simenon
Le persiane verdi di Georges SimenonLe persiane verdi di Georges Simenon
ISBN: 9788845932809
Edito da Adelphi Genere: Narrativa
Pagine: 208
Formati: Audiolibro, Copertina rigida, eBook
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«Forse questo è il libro che i critici mi chiedono da tanto tempo e che ho sempre sperato di scrivere» azzarda Simenon, che ha terminato "Le persiane verdi" in una sorta di stato di grazia, all'indomani della nascita del secondo figlio. Ha tutte le ragioni di essere soddisfatto: è riuscito a scolpire una figura larger than life, Emile Maugin, celeberrimo attore giunto, a sessant'anni, all'apice del successo e della fama, che un giorno apprende di avere, al posto del ventricolo sinistro, «una specie di pera molle e avvizzita». «Maugin non è ispirato né a Raimu, né a Michel Simon, né a W.C. Fields, né a Charlie Chaplin» afferma risolutamente Simenon nell'Avvertenza. «E tuttavia, proprio a causa della loro grandezza, non è possibile creare un personaggio dello stesso calibro, che faccia lo stesso mestiere, senza prendere in prestito dall'uno o dall'altro certi tratti o certi tic». Ciò detto, taglia corto, «Maugin non è né il tale né il talaltro. È Maugin, punto e basta, ha pregi e difetti che appartengono solo a lui». Pregi e difetti alla misura del personaggio: dopo un'infanzia sordida, ha lottato, perduto, vinto, amato, desiderato, conquistato e posseduto tutto - donne, fama, denaro -, e coltiva la propria leggenda abbandonandosi a ogni eccesso. Prepotente, scorbutico, cinico (ma segretamente generoso), regna da tiranno su un piccolo mondo di sudditi devoti e trepidanti, fra cui la giovanissima e amorevole moglie, ma vive nella costante paura della morte e nella nostalgia dell'unica cosa che non ha mai conosciuto: la pace dell'anima - quella cosa tiepida e dolce a cui il suo desiderio attribuisce la forma di una casa con le persiane verdi.

“Bevve il terzo bicchiere a occhi chiusi. Poi ne bevve un quarto e solo allora si eresse in tutta la sua altezza, spinse il petto in fuori, gonfiò le guance e tornò a essere quello che tutti erano abituati a vedere. Si guardò intorno, osservando le facce che fluttuavano tra le nuvole di fumo, e contrasse le labbra in una smorfia, la sua famosa smorfia, feroce e patetica insieme, che alla fine produsse l’effetto desiderato, li fece ridere, come a teatro faceva ridere la platea, il tipico riso nervoso di chi per un attimo ha avuto paura.”

Émile Maugin è un attore di successo che si esibisce tra teatro e cinema. All’età di sessant’anni gli viene diagnosticato ‘un cuore da settantacinquenne’ a causa soprattutto della sua vita scellerata fatta di eccessi e di impegni lavorativi.

«Mi ha detto che deve fare cinque film. E che ha le repliche dello spettacolo fino al 15 marzo. Che cosa potrebbe modificare del suo stile di vita?»«Niente!»«Da parte mia, l’unica cosa che posso fare è evitarle il dolore o il fastidio degli spasmi».Buttò giù una ricetta su un blocco, strappò il foglio e glielo tese.«Non crede di essersi preso una rivincita sufficiente?»Aveva capito. Anche lui si era dovuto prendere una rivincita, ma probabilmente si era ritenuto soddisfatto il giorno in cui, a ventotto anni, era diventato il più giovane professore di medicina.

Per questo, dopo un’ultima cocciuta resistenza nel dedicarsi a lavoro, decide di ritirarsi in Costa Azzurra, in una villa vicino al mare.

Un tema ricorrente in tutto il romanzo è senz’altro la sua continua ricerca di una serenità che non c’è. Le sue azioni sono spesso e volentieri dettate da una perenne e ininterrotta insoddisfazione, che lo spingerà ad alzare sempre l’asticella delle sue azioni.

Seduttore nato, Maugin è riuscito a riscattarsi da una vita povera in campagna per arrivare a calcare i più importanti palcoscenici di Francia. È sposato con Alice, moglie fedele e presente, adottando con sé sua figlia (che il mondo pensa sia sua). Un gesto che dimostra come dietro quella ‘scorza dura’ ci sia in realtà un uomo che riesce ad amare, non solo a livello fisico.  Infatti, l’attore sostiene economicamente Cadot, suo figlio illegittimo, anche se lo tratta in maniera scorbutica.

Alice, ex ballerina conosciuta a teatro, nel tempo diventa un porto sicuro per Maugin, anche quando è gelosamente consapevole dei flirt e della promiscuità del marito. La sua devozione alla famiglia è totale.

La scrittura di Simenon è una certezza, il largo uso dei dialoghi, ma anche la resa in prosa di odori e suoni rendono il romanzo scorrevole e quasi cinematografico.  Il finale de Le Persiane Verdi è quasi da tragedia greca ma, senza essere pesante, ci consegna un Maugin che cercando di fuggire dalle sue paure, va loro incontro, in un surreale tribunale che va a indagare sulle sue scelte e sulla sua vita.

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