Pietro Crivellari, Mercato, Acrilico su tela 100x70 - zeropositivo
Pietro Crivellari, Mercato, Acrilico su tela 100x70

Una lunga carriera artistica che si accompagna ad una lunga ricerca di forme e colori. È la storia di Piero Crivellari che con i suoi dipinti ha partecipato a innumerevoli esposizioni. Anche lui è in mostra fino al 27 giugno a Milano alla collettiva ‘Proposta d’arte’ all’Arcadia Art Gallery sui Navigli.

Hai frequentato l’Istituto d’Arte Stagio Stagi di Pietrasanta, allievo di Alfredo Catarsini, Beppe Bonci, Franco Signorini, Maestro d’Arte nel 1969 e Maturità d’Arte Applicata nel 1971. Qual è stato il momento in cui hai capito che l’arte era la tua vocazione naturale? Cosa ti ha spinto a prendere in mano tavolozze e pennelli?

«Da ragazzo ho sempre avuto la passione per la pittura. Dal momento in cui ho iniziato a frequentare l’Istituto d ‘arte si è rafforzata in me l’idea che quella dell’Arte era la mia strada. Nelle varie finestre che mi si aprivano sul mondo ho capito che con la pittura potevo esprimere i miei sentimenti».

Pietro Crivellari, Passeggiata. Acrilico su tela 50x40.2022 - zeropositivo
Pietro Crivellari, Passeggiata. Acrilico su tela 50×40.2022
Le tue opere si concentrano sulle figure umane, a volte rappresentate nei minimi dettagli, altre solo accennate con i contorni o con dei tratti. Non si tratta solo di semplici ritratti ma di una vera e propria indagine sull’essere umano. Dove ti ha portato finora questa ricerca?

«Le figure prima erano analizzate nei minimi dettagli e quasi sempre osservate singolarmente, poi sono subentrate espressioni di momenti di vita quotidiana di persone dai tratti sinteticamente marcati. Finora è stata una ricerca caratterizzata da un interesse per la figura cogliendo i vari momenti di vita».

Pietro Crivellari, La banda musicale. Olio su cartoncino 67x85. 2021 - zeropositivo
Pietro Crivellari, La banda musicale. Olio su cartoncino 67×85. 2021
Colori forti tipici dell’Espressionismo ma anche contorni ben marcati nelle tue opere. Da cosa dipende questa tua scelta stilistica?

«Dò molta importanza al colore e ai segni su piani sovrapposti. Ricerco originalità e unicità con immagini di vita quotidiana e svolgimento di semplificazione».

Pietro Crivellari, L'arrivo. Acrilico su tela 50x50. 2018 - zeropositivo
Pietro Crivellari, L’arrivo. Acrilico su tela 50×50. 2018
Parliamo invece della tua serie sugli alberi, una vera e propria meditazione al cospetto dell’ambiente. Che rapporto hai con la natura e la sua rappresentazione nelle tue opere?

«Il periodo degli “alberi”, onirico e fantastico, è stato un passaggio importante della mia evoluzione e ricerca artistica del periodo analitico. L’albero è la rappresentazione reale della vita sulla terra: senza non ci saremmo».

Pietro Crivellari, La banda. Acrilico su tela 60x80. 2022 - zeropositivo
Pietro Crivellari, La banda. Acrilico su tela 60×80. 2022 –
Cosa hai portato alla Mostra Proposta d’Arte di Milano?

«Ho portato un’opera che rappresenta un momento di vita quotidiana di una fiera di paese intitolato “Il vestito a fiori”: un acrilico su tela di 60×80 del 2022».

Pietro Crivellari, Il vestito a fiori. Acrilico su tela. 60x80. 2022 - zeropositivo
Pietro Crivellari, Il vestito a fiori. Acrilico su tela. 60×80. 2022
Quali sono i tuoi prossimi progetti?

«I miei prossimi progetti (dopo Milano) sono la mostra collettiva alla “Marguttianarte” di Forte dei Marmi da giugno a settembre e la partecipazione alla manifestazione artistica “La via dell’arte” di Camaiore nel mese di luglio e agosto. E a settembre la collettiva a Firenze con la galleria “ArtistikaMente” al circolo degli artisti “casa di Dante”».

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