muro di berlino

«Soprattutto nel ’77, sono stato affascinato da Berlino.
Io ho composto musica in tutte le capitali occidentali, avendo bisogno di una sorta di ‘frizione’ tra una città e me.
Oggi, sono incapace di comporre a Los Angeles, a New York, a Londra o a Parigi.
Manca qualcosa. Ma Berlino ha questa strana capacità di farti scrivere unicamente cose importanti.»
David Bowie

concert for berlin

La musica attraverso il Muro di Berlino

Nel giugno del 1987, al Concert for Berlin, durante le esibizioni di artisti internazionali del calibro di David Bowie, Eurythmics e Genesis a pochi metri dal Muro di Berlino lato Ovest,
centinaia di giovani della DDR (Repubblica Democratica Tedesca – Germania Est)  si radunarono sul lato orientale della Porta di Brandeburgo per ascoltare il concerto organizzato per i 750 anni della fondazione della città.
Il Muro può bloccare il transito di persone e merci, ma di certo non può fermare la propagazione della musica. E il raduno non autorizzato nelle serate del festival – ed evidentemente non gradito- porta all’intervento delle guardie di frontiera, che non riusciranno a fermare la contestazione nata dalla semplice voglia di seguire il concerto.

Cosa unisce le vicende del Muro di Berlino con la musica Punk, new wave e con i Depeche Mode? Apparentemente nulla. Ma mentre negli anni Ottanta il mondo occidentale si chiedeva quanto sarebbe durato quel Muro ormai presente da quasi trent’anni che non accennava a cadere, nella Berlino Est la contestazione giovanile passava anche da mixtape e musica clandestina.

Un viaggio tra le sottoculture della gioventù berlinese orientale e le storie dei protagonisti musicali tra gli anni Settanta Ottanta sono oggetto del volume Oltre il Muro di Berlino – Con i Depeche Mode in Germania Est, alla ricerca della scena Post-Punk e new wave, un libro appena uscito (il 31 ottobre) di Sascha Lange e Dennis Burmeister ed edito dalla casa editrice Goodfellas.

 

Behind the Wall, di Sascha Lange e Dennis Burmeister

Sascha Lange è uno storico di Lipsia. Nel 2009 gli è stato assegnato il dottorato di ricerca su “Giovani tra non adattamento e resistenza a Lipsia durante il periodo nazista”. Come storico Lange lavora principalmente sulle culture giovanili nel 20° secolo, nonché sull’opposizione e la resistenza dei giovani durante l’era nazista. Per questo ha pubblicato e viaggiato in tutta la nazione con visite guidate, curando anche diverse mostre. Dennis Burmeister è un graphic designer. Attualmente sta lavorando con architetti, economisti e scienziati per attuare gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite nelle aree rurali. Nel 2013, i due hanno pubblicato insieme “Depeche Mode Monument”, la retrospettiva più completa fino ad oggi sulla band pop britannica.

muro di berlinoUn viaggio che parte da Berlino Ovest

Questa edizione italiana di Behind the Wall si apre con un saggio di Giancarlo Riccio e parte da Berlino Ovest. Un vero e proprio tour ci guida nei locali e nei punti di riferimento della comunità giovanile locale.

“L’occupazione delle case, la controcultura, Mao, i joint. Negli anni successivi al 1969, Berlino Ovest fu uno dei catalizzatori della grande contestazione tedesca, della diffusa ribellione giovanile antiautoritaria.

Insieme alle tematiche antistituzionali e “rivoluzionarie”, un fantasma in più si aggirava per gli stradoni della vecchia capitale imperiale, sede della Freie Universität (crogiolo felicissimo di nuova cultura) e di importanti sale da concerto: la sensazione di essere, tutto sommato, in una kafkiana prison dorée immersa in una vasta area geografica che è poi la DDR, la Germania orientale. […]

Qualcuno ha detto, addirittura, che i musicisti berlinesi hanno per primi anticipato l’uso (e il rapporto “totale” nuovo) con gli strumenti elettronici e che la loro influenza su David Bowie, Brian Eno, l’ultima “new wave”, la musica da discoteca e quella da film è stata considerevole e determinante.”

Aspettando il punk: la radio nella DDR

Negli anni Settanta, però la situazione musicale prima della rivoluzione pop non era molto fertile, soprattutto in Germania Est. Ma, nonostante le emittenti radiofoniche passassero principalmente rockband della DDR e sporadicamente cantanti occidentali come gli ABBA, la radio la fa da padrona come mezzo di intrattenimento nelle case dei tedeschi orientali.

La radio, soprattutto con le emissioni della Germania Ovest, sarà protagonista della rivoluzione musicale, e perché no, ideologica dall’altra parte del muro. Infatti, a inizi anni Ottanta, quando il punk si affaccia sulla scena mondiale, viene ignorato dalle radio della DDR. Nel libro Oltre il Muro di Berlino viene ben descritto questo momento cruciale, con le parole di Stefan Lasch, allora vicedirettore musicale della radio tedesca orientale DT64 che aveva come target i giovani:

“«Il Punk non ha alcun impatto sull’evoluzione della nostra musica. (…) In primo luogo, gli elementi di cui si compone non sono altro che i rudimenti del Rock, pertanto risultano inutili ai fini di un eventuale sviluppo di suddetto genere. Inoltre, il Punk trova la sua ragione di esistere esclusivamente in un contesto societario di un certo tipo. Terzo, il Punk si contrappone alle nostre norme etiche e morali di stampo socialista.» Il Punk sarebbe quindi sempre rimasto estraneo alla DDR? Presto questa convinzione si rivelò errata.”

I mass media: ascolti e visioni clandestine da Est a Ovest

Il Muro non era impermeabile alle frequenze radio tv. Infatti, erano molti i giovani che non solo snobbavano la musica della DDR, ma attingevano al pop internazionale grazie alla radio e alla tv della Germania Ovest, che avevano invece accolto le nuove tendenze musicali. Attraverso il mercato nero dei dischi e le registrazioni da radio, gli adolescenti della DDR riuscivano ad attingere al patrimonio musicale che si stava evolvendo a Occidente.

Un caso a parte invece riguarda l’editoria per teenager, che era fiorente nella parte occidentale, come il settimanale Bravo che pubblicava foto e poster degli idoli musicali del momento, compresi i Depeche Mode.

Il regime, ovviamente, cercava di scongiurare in tutti i modi la diffusione di riviste occidentali: solo pochi ne avevano accesso, grazie a parenti che vivevano e andavano a trovare all’Ovest o grazie alle fiere o al mercato nero. Ben presto nei cortili di scuola, come raccontano Lange e  Burmeister, si arrivò addirittura al mercato delle foto scattate ai poster degli idoli musicali (una sorta di ‘fotocopie’ dei poster senza fotocopiatrice) allegate a queste riviste.

I Depeche Mode aldilà del Muro

I due autori intrecciano i fili della storia e del costume musicale con la storia della diffusione dei Depeche Mode, che sono un perfetto paradigma della ‘fame’ di musica proveniente oltre il Muro. I giovanissimi tedeschi orientali, nonostante le restrizioni del partito, ben presto iniziano a vestire come tutti gli altri fan della band britannica, copiandone stile e tendenze. La stessa cosa accadrà anche per altre sottoculture, come il metal ad esempio.

Le ricostruzioni di Lange e Burmeister si sviluppano inoltre fino al superamento della ‘cortina di ferro musicale’, cioè quando dopo il 1985 i Depeche Mode iniziano a esibirsi nel blocco sovietico. Attraverso le testimonianze dei giovani fan dell’epoca e dei documenti storici, viene ricostruito il lento processo che portò il gruppo in concerto a Berlino Est, nonostante le difficoltà economiche e i vertici del SED, nel marzo del 1988.

“Arnim Teutoburg-Weiß se lo ricorda come se fosse accaduto ieri: «L’attimo in cui salirono sul palco fu davvero pazzesco. Fino a quel momento li avevo visti solo sui poster. E forse in qualche video su Fomel Eins. C’era un’atmosfera simile a quella della notte del 9 novembre 1989. Quel clima “Wooow, siamo esattamente come i ragazzi dell’Altro Lato, non siamo chiusi in gabbia!” era tangibile. Si respirava aria di libertà.»”

Oltre il muro di Berlino, il libro

Uno stile semplice, una narrazione avvincente fatta di immagini del tempo, testi e addirittura in allegato una raccolta di brani inediti di artisti della Germania Est, New Wave e Post-Punk, a cura di Ambra Cavallaro. Per la prima volta su cd, no streaming o download, settanta minuti di musica con brani di artisti come Stein im Brett, Frank Bretschneider, Rosengarten, Die Vision, Die Art, Ornament & Verbrechen, The Local Moon e Kriminelle Tanzkapelle.

Un libro molto consigliato, non a caso di successo, tanto da diventare un film in Germania.

In conclusione, la musica ha contribuito all’abbattimento del Muro di Berlino? E’ difficile dare una risposta secca, anche se sicuramente quei giovani picconatori della notte del 9 novembre 1989 erano affamati di libertà e anelavano a un mondo aperto, anche musicalmente parlando.

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Le immagini dell’articolo sono state fornite dalla Goodfellas.