“Ecco come si viveva a Berlino Est”

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muro di berlino
01 Jan 1990, Berlin, Germany --- People sitting and standing on the Berlin Wall, in front of the Brandenburg Gate, celebrating the New Year and the opening of the wall. --- Image by © Wolfgang Kumm/dpa/Corbis

Carmen Bucci, moglie di un emigrato italiano in Germania, racconta i suoi anni vissuti nella Repubblica Democratica Tedesca, ovvero in Germania Orientale e il momento in cui cadde il Muro di Berlino che segnò la fine della Guerra Fredda.

 

“All’epoca io avevo 28 anni e fino ad oggi non ho ancora
trovato il mio equilibrio anche se ero piena di speranza
che tutto cambiasse”

Come si viveva nella DDR (Repubblica Democratica Tedesca -Germania Est)?

“Tutti avevano un lavoro, gli appartamenti non erano cari, tutti erano ricchi allo stesso modo, ma avere un macchina era molto difficile – queste sono delle opinioni comuni sulla DDR. Però cosa corrisponde alla verità ? Lo stato voleva dirigere tutto e non solo l’economia pianificata rendeva la vita difficile alle persone. Nella DDR tutti i bimbi avevano la possibilità di andare all’asilo nido. Sei settimane prima e sei settimane dopo il parto, le madri ricevevano soldi per la maternità. Dopodiché la madre doveva subito ritornare a lavorare e i piccoli andavano all’asilo nido. Non era un grande problema ricevere un posto all’asilo nido. E non era assolutamente caro. Oggi giorno in tante città le giovani madri sognano di avere un posto all’asilo nido così velocemente. Le liste di attesa sono lunghissime. Se le madri vogliono andare a lavorare lo stesso, devono pagare moltissimo per avere un posto al nido. Comunque c’era pure l’altra parte della medaglia : I potenti della DDR sfruttavano questa « rete di asili nidi » per influenzare i bambini già con questi «valori socialisti »
Le madri poi non avevano nemmeno la scelta di rimanere a casa oppure di andare a lavorare. Non c’era proprio la possibilità di essere casalinga perché la situazione economica non lo permetteva. E poi contributi dallo stato per i bimbi come esistono oggi, non ce ne erano a quell’epoca.
Gli affitti non erano cari:l’affitto per l’appartamento di comfort completo costava 94.80 Mark (4 stanze) incluso il costo dei riscaldamenti. Nella media un metro quadrato al mese costava 1 Mark e gli affitti restavano gli stessi per decenni. Comunque gli appartamenti erano davvero pochi.
Per questo motivo li assegnava l’amministrazione comunale. Importante per l’assegnazione era la  situazione famigliare: gli studenti non ricevevano quasi mai un appartamento proprio ma vivevano in alloggi comuni. Con il matrimonio una coppia aveva il diritto di avere un appartamento piccolo. Per un appartamento più grande e moderno si doveva aspettare tanto tempo. Si costruivano le case soprattutto dove c’erano grandi aziende. Gli appartamenti “vecchi” (storici e belli) nel frattempo li distruggevano tutti.
Nella DDR tutti avevano un lavoro. Ogni cittadino della DDR aveva il diritto a un lavoro. Era persino scritto nella legge. Per raggiungere questo obiettivo lo stato creava dei posti di lavoro. La maggior parte delle persone lavoravano in aziende appartenenti allo stato oppure in consorzi. In questo modo tutto, gli appartamenti, i negozi alimentari, le fabbriche   di macchine, le banche e le imprese energetiche appartenevano allo stato. Le aziende private quasi non esistevano. Molte persone erano felici di avere un lavoro sicuro. Il problema però, era che la DDR non era produttiva con questo sistema.
Per costruire una bici facevano lavorare 20 impiegati anche se ne bastavano solo 10. Tanti impiegati però costano molto di più e perciò dopo il 1990 tutte le aziende si ritrovavano a non essere più competitive, dovettero arrendersi e i lavoratori rimanevano senza lavoro.
Si dice che nella DDR tutte le persone erano ricche allo stesso modo. Non tutti guadagnavano la stessa cosa. Ma le differenze tra i redditi erano molto meno di oggi. Un commesso guadagnava 600-800 Mark al mese, un ingegnere massimo 1200 Mark. La cosa curiosa è che certi artigiani guadagnavano più dei cittadini che avevano studiato. Questo è uno dei motivi (dicono gli esperti) perché il sistema della DDR non sopravvisse. “Fu un grandissimo errore quello di non pagare meglio gli intellettuali” dice Edgar Most vicecapo della banca statale DDR. In questo modo per la gente non valeva la pena studiare o darsi davvero da fare al lavoro. Oggi la differenza dei redditi dei tedeschi è molto più netta. Nella DDR c’era poca invidia nella società: il senso di unione, per esempio anche tra vicini, era più diffuso e profondo. Oggi l’invidia inizia già da bambini. A scuola chi porta i vestiti meno cari viene preso in giro oppure commiserato.  Comunque l’eguaglianza nella DDR veniva raggiunta nel rendere molto più poveri i cittadini. Il livello di vita  era più basso di quello di oggi.”

Nella DDR c’era poca invidia nella società: il senso di unione, per esempio anche tra vicini, era più diffuso e profondo.

Cosa hai provato quando il Muro è crollato?

“Io personalmente il 9 novembre 1989 ho perso la mia identità e con me tutto il mio popolo, sono stata costretta a iniziare di nuovo tutto da capo. Cambiamenti radicali possono cambiare l’equilibrio interiore della gente.
All’epoca io avevo 28 anni e fino ad oggi non ho ancora trovato il mio equilibrio anche se ero piena di speranza che tutto cambiasse.”

Quindi immagino tu abbia festeggiato…

“Si, ho festeggiato quando è caduto il muro! Però bisogna dire che il 49% del popolo della DDR dopo 20 anni dalla caduta del muro desidera riavere la vita della DDR! Oggi dopo 20 dalla caduta del muro l’est e l’ovest si distinguono ancora molto nettamente. I poveri diventano più poveri e i ricchi sempre più ricchi.”

Però vivevate sotto una dittatura..

“Si! Noi nella DDR avevamo una dittatura sulla base della teoria di Marx e Lenin, cioè l’assoluta dominazione dell’individuo o di una classe con l’aiuto dello stato. Questa “dittatura del proletariato” si distingue dalle altre perché combatte lo sfruttamento e i cambiamenti vanno sempre a favore dei lavoratori. Le dittature dei paesi capitalisti tipo USA sono chiamate “dittature della borghesia”. Il socialismo nazionale è una forma del Fascismo. Chi non ha mai vissuto nella DDR, non deve venirmi a dire come si viveva nella DDR”

Hai mai pensato di scavalcare il Muro?

“No! Tu scavalcheresti un muro sapendo di lasciare tutto dietro di te e di non vedere più la tua famiglia e i tuoi amici? Oppure andresti via dal tuo paese, sapendo di non avere più opportunità di tornarci?”

Andarsene via non è difficile… È difficile il restare! Si può solo cambiare qualcosa se si resta e si combatte! Andarsene via e farsi belli è una cosa che sanno fare tutti!

Non rispondo…

“Andarsene via non è difficile… È difficile il restare! Si può solo cambiare qualcosa se si resta e si combatte! Andarsene via e farsi belli è una cosa che sanno fare tutti ! Ogni persona ha solo una vita e io sono sempre stata dell’opinione che ogni persona deve decidere per se stessa cosa vuole fare.
All’epoca ho perso tanti amici che se ne sono andati da ovest a est e credimi tutti quelli che se ne andavano dalla DDR li giudicavo.. Io ho una grande e buona famiglia unita e per me non ne valeva proprio la pena di scappare dalla DDR! Ma se vuoi cambiare qualcosa allora resta li e combatti!”

Si ringrazia Domenica del Tiglio per la mediazione linguistica.

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Emanuele Sanzone
Cresciuto con molta curiosità e tanti giornali da sfogliare, nel 2002, con alcuni miei amici abbiamo dato vita a ‘Schiamazzi’, un magazine per scuotere la sonnecchiante Cagnano Varano da cui nel 2007 nascerà il Cagnano Living Festival (rassegna dedicata creatività giovanile) e l’omonima associazione. Dal 2009 al 2013 ho scritto per il quotidiano ‘L’Attacco’ partendo come corrispondente dal mio paese fino a raccontare storie di successo, cultura, eventi della Capitanata. Nel 2012 mi sono cimentato in radio con il programma ‘In giro per il Gargano’, programma per raccontare l’estate garganica su OndaRadio. Nel 2013 dopo la laurea in lettere moderne, mi sono trasferito a Milano dove sono entrato nella redazione di Radio Statale e ho curato le corrispondenze da Milano per ‘L’Attacco’. Dal 2016, dopo essermi laureato in Teorie e metodi della Comunicazioni, collaboro con Articolo21.org, Mi piace tutto ciò che ha a che fare con la creatività giovanile, la natura, la buona cucina e i viaggi.