Portare in scena La Storia di Elsa Morante, al Teatro Franco Parenti, con la regia di Fausto Cabra e con Franca Penone, Alberto Onofrietti, Francesco Sferrazza Papa, significa confrontarsi con un testo che, per molti lettori, è anche un’esperienza personale. Nel mio caso, è uno dei romanzi preferiti, e questo ha reso inevitabilmente molto alte le difese critiche.
Eppure, lo spettacolo riesce a funzionare. Grazie alla qualità degli attori e alla struttura narrativa, ciò che emerge è uno schiaffo ancora più potente rispetto alla lettura.
La vicenda segue Iduzza e i suoi figli, Nino e Useppe, insieme a un intreccio corale di personaggi le cui vite vengono travolte dagli eventi della guerra. È una storia in cui i protagonisti, più che agire, subiscono.
Il cuore della storia resta intatto: uno scandalo che dura da 10.000 anni, una forza che entra nelle vite dei protagonisti e li attraversa, lasciandoli spesso nella condizione di subire passivamente il corso degli eventi.
Tra gli elementi più interessanti dello spettacolo c’è lo stratagemma iniziale: una madre, bloccata in aeroporto a causa di uno sciopero, inizia a leggere il romanzo. La stessa attrice interpreta anche Ida e fa il suo ingresso in scena dal pubblico, creando subito una continuità tra realtà e rappresentazione.
Questa relazione con lo spazio non resta isolata. I personaggi — madri e figli — escono e si muovono tra il pubblico, rompendo la distanza e rendendo gli spettatori parte della scena.
È nei monologhi, però, che questo coinvolgimento diventa più evidente. In particolare, il monologo di Davide Segni, ambientato in una cantina, trasforma gli spettatori in commensali: la luce li illumina direttamente, includendoli nello spazio dell’azione. Non si è più solo davanti alla storia, ma dentro di essa.
Il risultato è uno spettacolo che, pur nella sua forma teatrale, riesce a restituire la durezza e l’impatto del testo originale, rendendolo in alcuni momenti ancora più diretto.
Un tema, infine, che risulta drammaticamente attuale anche oggi, suggerito in modo non esplicito ma presente nei dialoghi.
La Storia
Uno scandalo che dura da diecimila anni
14 – 26 Aprile 2026
liberamente ispirato a La Storia di Elsa Morante, edito in Italia da Giulio Einaudi Editore
By arrangement with The Italian Literary Agency
drammaturgia Marco Archetti
regia Fausto Cabra
con Franca Penone, Alberto Onofrietti, Francesco Sferrazza Papa
scene e costumi Roberta Monopoli
drammaturgia del suono Mimosa Campironi
luci Marco Renica, Fausto Cabra
video Giulio Cavallini
regista assistente Anna Leopaldo
consulenza movimenti scenici Marco Angelilli
produzione Teatro Franco Parenti / Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival / Centro Teatrale Bresciano

