Il Muro di Marco Cortesi . Foto di Pierpaolo Longo

“Ascolterete quattro storie vere raccolte dalla bocca stessa di chi le ha vissute: la storia di chi pagò con la vita, di chi tentò l’impossibile, di chi non si arrese mai… E di chi alla fine riuscì a cambiare il Mondo.
Persone come me e voi, che di fronte alla domanda: “Warum – perché l’hai fatto?”, ci hanno dato la risposta più assurda che mai ci saremmo aspettati. “Perché?! Für einen Traum – per un sogno”.

Il Muro di Berlino, con la sua storia e le sue storie è protagonista dell’ultimo spettacolo di Marco Cortesi Mara Moschini, appunto ‘Die Mauer – Il Muro’, con cui i due attori sono in tour per tutta Italia nelle scuole e nei teatri.

Foto di Pierpaolo Longo
Foto di Pierpaolo Longo

Marco Cortesi

Marco Cortesi è attore e regista. Diplomato presso l’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, sviluppa la sua produzione teatrale come attore monologante di teatro civile alternando il lavoro come autore e attore in tv (con il programma “Testimoni” per Rai Storia da lui ideato e interpretato). Tra i suoi lavori teatrali, nati da un’attenta indagine d’inchiesta, “Le donne di Pola”, sulla Guerra nella Ex- Jugoslavia, “L’Esecutore”, sull’ultimo boia di Francia, e “La Scelta”, quattro storie vere dal conflitto di Bosnia ora un libro+DVD per Edizioni Erickson. Il suo ultimo lavoro: “Rwanda”, spettacolo-inchiesta sulle vicende del genocidio rwandese, è diventato  un film per il cinema presentato alla 75° Mostra del Cinema di Venezia in accordo con Le Giornate degli Autori.

Mara Moschini

Ha partecipato in qualità di attrice al programma TV “Testimoni” in onda su Rai Storia. Anche lei è coautrice e interprete degli spettacoli e dei film-documentari prodotti da MC – Teatro Civile; tra questi: “La Scelta”, “L’Esecutore” e “Rwanda”  di cui è anche sceneggiatrice e interprete della versione cinematografica dello spettacolo

Foto di Pierpaolo Longo
Foto di Pierpaolo Longo

Il Muro, la trama

“Questa è la storia di un Muro, un muro senza inizio e senza fine. Costruito in una notte ma capace di dividere a metà una città per 28 anni. Questa è la storia vera di chi decise di sfidarlo, di chi tentò l’impossibile, di chi pagò con la vita e di chi alla fine riuscì a farlo cadere”

Tre storie personali e una collettiva, tutte con un comune denominatore: il sogno di vivere in libertà, senza l’opprimente trappola del Muro.

Peter è un giovane carpentiere che decide di scavalcare il Muro a pochi giorni dalla sua creazione per raggiungere la sua amata.

Hans invece ha acquistato il suo bus ma dopo aver rifiutato l’offerta di lavorare per la ditta di trasporti vicina al Partito, con la Stasi alle calcagna, decide di partire con la sua famiglia nel più spettacolare e folle tentativo di fuggire a ovest: con il suo bus, ‘blindato’ artigianalmente per l’occasione.

E poi Gina, che con il suo compagno Matias si ritrova nelle proteste scoppiate durante il concerto dei Pink Floyd a Berlino Ovest. Appassionata di fotografia, la giovane decide di documentare le violenze dei militari e per questo sarà perseguitata dalla Stasi.

A queste tre storie si aggiunge la più corale: il racconto delle indimenticabili ore che il 9 novembre porteranno alla caduta del Muro.

Foto di Pierpaolo Longo
Foto di Pierpaolo Longo

I temi

Quest’ultimo lavoro di Marco Cortesi, sulla scia dei lavori precedenti, si occupa di volontà individuale che cambia la Storia e la storia personale dei singoli protagonisti. L’introduzione, senza cadere in nozionismi, riesce ad accompagnare lo spettatore nel contesto sociopolitico dell’epoca: dalla divisione delle due Germanie e di Berlino fino a temi come l’immigrazione e i diritti umani, il tutto in una versione imparziale che non fa sconti a nessuno.

Che siano pochi minuti, giorni o interi mesi, le scelte dei protagonisti delle storie sono tutt’altro che scelte improvvisate ma frutto di una consapevolezza ben coltivata. Tutti sanno quel che potrebbero perdere, libertà personale e vita inclusi, ma il desiderio di libertà e di una vita migliore li guidano verso un futuro diverso.

Note di stile

L’operazione narrativa di Cortesi riesce grazie ad un racconto appassionante e appassionato delle vicende storiche e personali dei protagonisti. Marco Cortesi e Mara Moschini portano in scena semplici storie di coraggio senza il rischio di cadere nel sensazionalismo: emozionano e coinvolgono lo spettatore senza esagerare, arricchiscono il testo con delle frasi in tedesco.

La semplicità del racconto si coordina anche con una semplicità di scenografia con un semplice paravento nero semitrasparente che rimanda al Muro che nasconde delle lampade che si accendono nei momenti clou per sottolineare parole e concetti.

La chicca che si sposa bene con questa semplicità è senz’altro data dai suoni: suoni originali di discorsi o rumori presi dagli archivi fonografici o rumori registrati esattamente nello stesso punto dove la storia ha avuto luogo danno una grande valenza storica ed emotiva allo spettacolo, che non si accontenta di raccontare ma vuole far rivivere i fatti.

In definitiva, ‘Die Mauer – Il Muro’ è uno spettacolo che consiglio. Un modo originale, senza retorica, per raccontare il Muro di Berlino e le conseguenze sulla gente comune e al tempo stesso un modo per riflettere non solo sulla Storia ma anche sulle storie dei nostri giorni.

Il Muro, intervista a Marco Cortesi

Marco Cortesi a margine della rappresentazione, racconta l’origine dello spettacolo:

Foto di Pierpaolo Longo

per info sulle dare visitare il sito web di Marco Cortesi


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